Laboratorio di pedagogia dell’espressione

Autore: Marcela Frota Variani

marcelavariani@gmail.com

Martedì 16 Aprile 2019 ore 18:00

Associazione Culturale Spazio Faro

Via Perugia, 24 – 00176

Roma

Prezzo: quota associativa € 10,00 + € 5,00 per il laboratorio. Adesioni entro il 12 Aprile 2019 scrivendo una e-mail a spaziofaroroma@gmail.com indicando, numero partecipanti, Nome, Cognome, indirizzo e-mail e contatto telefonico.

Titolo della presentazione: L’espressività e l’essere nel mondo

Area tematica: Pratiche Filosofiche Contemporanee

Organizzazione del lavoro: 1 ora e mezza di workshop, suddiviso in: presentazione, proposta di attività, riflessione e raccolta di idee.

Giustificazione e descrizione metodologica del workshop:

Di fronte all’attuale dibattito politico-culturale sul mondo e sull’educazione, la conservazione dei dinamismi che contribuiscono allo sviluppo umano è sempre più necessaria. Non solo per l’importanza di un’educazione umanizzante, ma anche per la necessità di costruire nuovi orizzonti per le relazioni tra gli esseri umani e il mondo. La filosofia, in questo contesto, può contribuire sia come supporto teorico alla riflessione sulle grandi questioni dell’esistenza, sia come strumento e praxis del vivere stesso. Per questo, è necessario riflettere e, soprattutto, agire secondo queste riflessioni, imparando ad esprimere un comportamento filosofico nel e del vivere. Quindi, come farlo?

In questo laboratorio artistico, interattivo e pensante ci si propone di sviluppare l’espressività a partire dal nostro Punto Vivo: “rimanere in contatto con il Punto Vivo è, per l’uomo, celebrare la sua singolarità e il suo primato in contingenza. È un luogo di potere incommensurabile “(Scaramuzzo, 2005, p.76). Attraverso le attività di Pedagogia dell’Espressione, ispirate alle proposte sviluppate nel laboratorio dell’Università di Roma Tre MimesisLab, i partecipanti rivelano situazioni, azioni, tensioni, intenzioni, drammaticità e scopriranno la possibilità di creare nuovi linguaggi per l’espressione di sé stessi. Come obiettivo principale l’idea è di stimolare, provocare e istigare, attraverso attività interattive e giochi teatrali, pensieri curiosi, sorprese e scoperte su se stessi, per discutere un modo di essere e di sentire il mondo.

Questo seminario corrisponde principalmente a due assi tematici dell’evento: educazione filosofica e creatività e trasformazione sociale; pertanto, durante il workshop, le abilità relazionali, comunicative e di empatia verranno elaborate nei vari livelli di interazione tra i partecipanti. Penseremo le relazioni tra micromondi e macromondi incatenati nella nostra rete della esistenza e in che modo siamo parte di tutto questo. Pensiamo e costruiamo idee per riflettere su da dove veniamo e cosa facciamo qui: come ogni singolo atteggiamento o movimento influisce sul tutto.

La soggettività e lo spazio interiore di ogni essere umano portano bellezza e potenzialità. È grazie a questa unicità che si può percepire come ciascuno contribuisce al tutto. In effetti, ogni esistenza è preziosa perché è una possibilità di un’espressione unica della vita. Il tempo, da questo punto di vista, è preso inteso come dono e come possibilità di mettere in atto le potenzialità dell’essere che siamo. È grazie all’interazione con l’altro che quel sé può essere costruito, dallo specchio degli altri occhi.

In questo cammino, l’essere si traduce in ciò che è ineffabile. Il dinamismo, il movimento e la mescolanza di espressioni diverse, in un’atmosfera accogliente, favoriscono la costruzione e la decostruzione dei punti di vista e, quindi, del pensiero che, attraverso il dialogo e il silenzio, si evolve. Quindi, le trasformazioni che avvengono nello spazio-tempo della vita, invitano l’impulso della creatività umana, che trova risposte inaspettate sotto forma di sorpresa nel sentire-pensare. Pertanto, il valore dell’esperienza e nell’esperienza supera le parole e consente all’essere umano di ridimensionare ciò che era solito pensare. È un aspetto artistico del vivere sé stesso.

In tutto ciò, filosofare viene mostrato come un senso, mentre è anche visto come un processo e un percorso. Un percorso per imparare a vivere le domande. Infatti, come dice Rilke: “Cerca di amare le domande, come stanze chiuse o libri scritti in una lingua molto strana. Non cercare le risposte ora: non ti possono essere date, perché non potresti viverle. E si tratta di vivere tutto. Vivi ora le domande. Forse più tardi, a poco a poco, un giorno lontano, senza accorgersene, entrerà in profondità nella risposta “(Rilke, 2009, p.43).

Scoprire se stessi ed essere sorpresi dalla propria capacità di trasformazione è sentire dentro di sé un potenziale e poterlo manifestare nel mondo, nel rispetto di sé e degli altri. Imparare di nuovo a come giocare e usare la gioia come strumento di apprendimento è cercare nell’infanzia e nell’essere bambino le risposte che l’adulto mette davanti a sé. Tutte queste sono sfide del tempo presente: una domanda sempre crescente nel contesto di un mondo in rapido sviluppo. Quindi, piuttosto che imparare qualcosa, è necessario sentire e dare un significato a ciò che si è appreso: esprimere un modo di essere nel mondo, comprendere l’impatto e la differenza che la nostra presenza può fare nel tutto.

Per migliorare il mondo, è necessario cambiare lo sguardo verso la vita: prenderla come se fosse un dono per l’esistenza. Così, riconoscendo il valore unico che ognuno ha, si può iniziare a cambiare la realtà, comprendendo che la cosa più importante è ciò che afetta e infiamma, ciò che riempie l’anima e l’interno dell’Essere. È già ora che l’educazione serva l’amare e l’amore. È necessario motivare il coraggio che ognuno sia ciò che si è, senza paura di mostrarlo. Togliere le maschere per essere riconosciuto come un essere umano in mezzo a tanti altri, a sua volta, uguali a chiunque per la loro condizione, ma, completamente unici e insostituibili nella loro personalità.

Impressionarsi con il presente, con tutto ciò che è si ha di fronte, riconoscendo con gratitudine la vita e le sue lezioni sembra essere un passo importante per le discipline umane come la Filosofia e, soprattutto, per far sì che il discorso diventi pratica, educare affinché ognuno non sia solo un testimone della propria vita, ma anche il protagonista di un’esistenza in cui vive, oltre ad esistere, essendo un artista di sé stesso. Kohan ci ricorda: “I grandi artisti danno lezioni di emancipazione. Non sono esseri di grandi pensieri, ma di grandi espressioni (…) dobbiamo sempre cercare di fare ogni azione un mezzo di espressione, un modo per dire che la l’umanità è in noi come in tutti gli altri. “(Kohan, 2003, p 198).

Infine, le proposte interattive del workshop mirano a provocare il contatto di se stessi con la consapevolezza del proprio essere-stare nel mondo. Così, concentrandoci su proporre nuovi modi di percepire e fare formazione filosofica, si raggiunge l’obiettivo di portare al centro della discussione educativa un’idea su chi è il  nel mondo e come questo sé possa esprimersi in modo unico, riconoscendo gli ultimi due come passi fondamentali di un apprendimento umano che si manifesta nel vivere con gli altri.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

KOHAN. WalterInfância entre Educação e Filosofia. Belo Horizonte: Autêntica, 2003.

RILKE, Rainer. Cartas a um Jovem Poeta. Porto Alegre: L&PM, 2009

SCARAMUZZO, Gilberto, In-tendere. L’umana sophia di Luigi Pirandello, Anicia, Roma, 2005